ANNO 16 n° 216
Talete, Sinistra Italiana-AVS contro l’ingresso del socio privato: “L’acqua deve restare un bene pubblico”
La federazione provinciale contesta la procedura avviata da Invitalia per la cessione del 40% delle quote della società idrica: “Servono trasparenza, investimenti e tariffe sostenibili”
03/08/2026 - 17:33

VITERBO – La procedura avviata da Invitalia per individuare il socio privato di Talete apre una nuova fase nella gestione del servizio idrico della provincia di Viterbo, ma solleva forti critiche da parte della Federazione provinciale di Sinistra Italiana-AVS.

Secondo il partito, la scelta di procedere con l’ingresso di un privato nella società che gestisce il servizio idrico “è sbagliata oggi come lo era nel 2023”, quando venne approvata la cessione del 40% delle quote societarie.

Al centro della contestazione non ci sono soltanto gli aspetti societari, ma il modello di gestione del servizio e il futuro di un bene considerato essenziale come l’acqua.

“Per anni cittadini, famiglie e imprese hanno sostenuto costi elevati per un servizio che ha dovuto fare i conti con reti obsolete, dispersioni, investimenti insufficienti ed emergenze legate all’arsenico e alla potabilità”, sottolinea Sinistra Italiana-AVS, evidenziando come le criticità siano il risultato di “decenni di carenze infrastrutturali” e non responsabilità degli utenti.

La federazione riconosce però che negli ultimi anni il quadro è cambiato grazie alle risorse pubbliche stanziate, agli interventi finanziati dal PNRR e ai lavori sulle reti e sulle infrastrutture idriche.

“Proprio per questo – sostiene il partito – la scelta di aprire la gestione a un soggetto privato appare ancora meno comprensibile. Se le difficoltà sono state affrontate grazie ai sacrifici dei cittadini e agli investimenti pubblici, perché i benefici futuri dovrebbero essere condivisi con chi entra soltanto ora nella gestione del servizio?”

Sinistra Italiana-AVS precisa di non voler mettere in discussione il ruolo delle imprese private, ma ribadisce che la gestione dell’acqua debba avere come priorità l’interesse collettivo.

“Ogni euro prodotto dall’efficientamento del servizio dovrebbe essere reinvestito per migliorare le infrastrutture, ridurre le perdite e contenere le tariffe, non distribuito sotto forma di profitto”, si legge nella nota.

Il partito richiama inoltre le responsabilità politiche maturate negli anni, sostenendo che sia mancata “una strategia condivisa capace di rafforzare Talete e costruire un percorso credibile di rilancio interamente pubblico”.

Alla luce dell’avvio della procedura, Sinistra Italiana-AVS chiede la massima trasparenza sulle prossime fasi: “I cittadini hanno il diritto di conoscere chi intende entrare nella società, quali investimenti saranno garantiti, quali poteri verranno attribuiti al socio privato, quali tutele saranno previste per i lavoratori e quali saranno le conseguenze sulle bollette”.

Per la federazione provinciale, l’acqua non può essere considerata una semplice merce: “È un bene comune fondamentale per la vita delle persone e per lo sviluppo del territorio”.

La richiesta finale è quella di mantenere una gestione “pubblica, efficiente, partecipata e trasparente”, in grado di garantire qualità del servizio, investimenti e costi sostenibili per tutti i cittadini della Tuscia.






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